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Prefazione di Massimo Moratti

La prima volta che vidi giocare Evaristo Beccalossi fu nell'estate del 1978.

Era una serata calda e l'Inter doveva disputare un'amichevole a Viareggio contro l'Herta Berlino. C'era molta attesa per vedere all'opera questo ragazzo che arrivava dal Brescia e che era stato al centro del calcio mercato.

Quella sera l'Inter vinse per uno a zero con un suo gol, ma al di là della rete, compresi subito che Evaristo aveva talento da vendere e che sarebbe stato all'altezza di quella maglia numero dieci. Una maglia pesante e piuttosto impegnativa, tenendo conto dei tanti campioni che l'avevano indossata in precedenza.

Impossibile non tenere conto che Evaristo arrivò all'Inter, mentre negli occhi dei tifosi erano ancora impresse le prodezze di Mariolino Corso, personaggio di grande classe e carisma. Evaristo Beccalossi, nonostante l'inevitabile raffronto, non deluse le aspettative e fu all'altezza della situazione. Il suo talento e la sua creatività, per chi ebbe la fortuna di vederlo all'opera, rappresentano tuttora un qualcosa da conservare nella memoria.

Aggiungo con certezza che anche nel calcio attuale uno come lui continuerebbe a far sognare, perché classe e talento non scadono mai. Rimangono l'elemento centrale, il fulcro di questo gioco meraviglioso.

Oggi, a distanza di tanti anni, rivedo in Beccalossi un'epoca, un periodo e soprattutto uno scudetto arrivato nel 1980 dopo anni di sofferenza.

Il primo campionato vinto dopo la presidenza di mio padre.

Il grande Presidente di Evaristo è stato Ivanoe Fraizzoli, ma nella mia famiglia, indipendentemente dai ruoli societari, l'Inter non ha mai smesso di essere una specie di luce e di costante punto di riferimento, per questo motivo ricordo in maniera nitida e con grande affetto anche quelle stagioni nerazzurre.

Evaristo Beccalossi possiede poi altri valori intramontabili come la semplicità, la simpatia e l'attaccamento ai colori della sua squadra del cuore, forse per questo insieme di motivi è sempre rimasto nel cuore dei tifosi.

Il calcio è sentimento. Non dimentichiamolo mai.

Massimo Moratti

Presidente F.C. Internazionale

serata

Mi chiamo Evaristo è la storia di Evaristo Beccalossi, fantasista degli anni '80, volto noto della TV e personaggio acclamato dai media.

Mi chiamo Evaristo è una storia di calcio e la storia di un uomo che "ce l'ha fatta", ma è soprattutto l'occasione per rivivere, quasi come in un film, l'indimenticata Italia degli anni '70 e '80.

Perché, come dice il Presidente Moratti nella sua prefazione,
"Il calcio è sentimento. Non dimentichiamolo mai."